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Formaggi da latte crudo in gravidanza: quali evitare e come riconoscerli dall’etichetta

Formaggi a latte crudo in gravidanza e informazioni presenti in etichetta

La scelta dei formaggi da latte crudo in gravidanza richiede particolare attenzione. Alcuni prodotti ottenuti a partire da latte non pastorizzato potrebbero presentare maggiori rischi microbiologici rispetto ai formaggi prodotti a partire da latte pastorizzato.

Per questo motivo è molto importante saper riconoscere un formaggio prodotto a partire da latte crudo leggendo l’etichetta e conoscere le raccomandazioni fornite dal Ministero della Salute per le donne in gravidanza.

In questo articolo vedremo cosa si intende per latte crudo, quali sono i possibili rischi microbiologici e come riconoscere tali prodotti prima dell’acquisto.

Cosa si intende per formaggi da latte crudo

I formaggi da latte crudo sono quei prodotti ottenuti utilizzando latte che non è stato sottoposto al trattamento termico di pastorizzazione o equivalente.

La pastorizzazione rappresenta una delle principali misure di sicurezza utilizzate nell’industria alimentare per ridurre o eliminare numerosi microrganismi patogeni.

Secondo le recenti Linee Guida del Ministero della Salute dedicate al controllo degli STEC nei prodotti lattiero-caseari ottenuti a partire da latte non pastorizzato, il trattamento termico rappresenta una misura di controllo particolarmente efficace nella gestione del rischio microbiologico.

Perché i formaggi da latte crudo in gravidanza richiedono maggiore attenzione

Durante la gravidanza il sistema immunitario subisce delle alterazioni fisiologiche in grado di aumentare la vulnerabilità verso alcune infezioni alimentari.

I prodotti ottenuti da latte non pastorizzato potrebbero presentare in questo caso dei rischi microbiologici superiori rispetto agli analoghi prodotti realizzati con latte pastorizzato.

Le Linee Guida del Ministero della Salute evidenziano che il latte crudo potrebbe contaminarsi principalmente attraverso le contaminazioni fecali durante la fase di mungitura e che l’assenza della pastorizzazione renderebbe più complessa la gestione dei microrganismi patogeni durante la fase produttiva del formaggio.

Uno dei microrganismi che potrebbe essere associato al latte crudo è l’Escherichia coli produttore di Shiga tossina (STEC)

Gravidanza e formaggi a latte crudo: cosa dice il Ministero della Salute

Il Ministero della Salute raccomanda particolare cautela nel consumo di prodotti ottenuti da latte non pastorizzato da parte delle categorie più sensibili.

Le recenti Linee Guida sul controllo di STEC nei prodotti lattiero-caseari prevedono inoltre che le informazioni relative alla sicurezza alimentare possano accompagnare il prodotto lungo la distribuzione (ad esempio alcune avvertenze rivolte alle categorie più sensibili di consumatori).

Per questo motivo, durante la gravidanza, è opportuno verificare sempre l’etichetta prima del consumo.

Come riconoscere i formaggi da latte crudo dall’etichetta

L’etichetta rappresenta il principale strumento per identificare i prodotti ottenuti a partire da latte crudo non pastorizzato.

1) Controllare la denominazione di vendita

Alcuni produttori in etichetta inseriscono diciture come:

  • Formaggio a latte crudo
  • Formaggio ottenuto da latte crudo
  • Formaggio prodotto con latte non pastorizzato

Le Linee Guida del Ministero della Salute citano espressamente indicazioni quali:

  • formaggio al latte crudo
  • formaggio al latte non pastorizzato

come informazioni utili per la sicurezza alimentare.

2) Leggere attentamente l’elenco ingredienti

Quando un formaggio viene realizzato a partire da latte crudo, dovrà essere presente una di tali indicazioni nell’elenco degli ingredienti:

  • latte crudo
  • latte vaccino crudo
  • latte ovino crudo
  • latte caprino crudo
  • latte non pastorizzato

3) Verificare eventuali avvertenze per categorie sensibili

Alcuni produttori inseriscono informazioni aggiuntive destinate a:

  • donne in gravidanza
  • bambini
  • anziani
  • persone immunodepresse

Un esempio potrebbe essere “Prodotto non destinato alle donne in gravidanza” oppure “Prodotto non destinato ai bambini piccoli).

4) Verificare eventuali avvertenze per categorie sensibili

Quando il formaggio viene venduto sfuso o al banco gastronomia, il personale dovrebbe essere adeguatamente formato per fornire informazioni sulla presenza di latte crudo e sui relativi aspetti di sicurezza alimentare. Per questo motivo, prima dell’acquisto, chiedere sempre al personale addetto alla vendita se il formaggio contiene latte crudo.

Quali sono i formaggi a latte crudo più a rischio

Particolare attenzione dovrebbe essere prestata a:

  • formaggi freschi a latte crudo
  • formaggi molli a latte crudo
  • formaggi artigianali a breve stagionatura

Le Linee Guida ministeriali riportano che in alcune tipologie di formaggi molli ottenuti da latte crudo gli STEC potrebbero sopravvivere o addirittura moltiplicarsi durante la maturazione in assenza di adeguate misure di controllo.

Il parmigiano ed il grana possono essere consumati in gravidanza?

I formaggi a lunga stagionatura come il grana o il parmigiano, possono essere consumati in gravidanza anche se realizzati a partire da latte crudo. Questo perché durante la lunghissima fase di stagionatura, non vi saranno più le condizioni ideali per lo sviluppo dei microrganismi patogeni.

Conclusioni

I formaggi da latte crudo in gravidanza richiedono una particolare attenzione nella scelta e nella lettura dell’etichetta.

Verificare la presenza delle diciture “latte crudo” o “latte non pastorizzato”, leggere attentamente l’elenco ingredienti e richiedere informazioni in caso di vendita al banco permette di effettuare acquisti più sicuri.


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