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È possibile inserire nella stessa etichetta la tabella nutrizionale europea e quella americana?

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Una domanda che mi viene fatta sempre più spesso, soprattutto da parte di aziende alimentari che esportano o che vendono online è:

“È possibile inserire nella stessa etichetta la tabella nutrizionale europea e quella americana (Nutrition Facts)?”

L’esigenza nasce dalla praticità di avere un’unica etichetta valida sia per il mercato europeo che per quello statunitense in quanto, tradurre tutte le informazioni in lingua inglese, potrebbe essere molto pratico per i produttori senza dover necessariamente applicare delle etichette, con i conseguenti costi che ne deriverebbero.

La risposta, come spesso accade in etichettatura, non è intuitiva. È importante chiare per bene questo argomento in modo da evitare possibili errori che potrebbero rendere le confezioni non conformi.

Cosa prevede la normativa europea

Partiamo dal riferimento legislativo principale: il Regolamento (UE) 1169/2011.

Questo regolamento stabilisce:

  • quali valori nutrizionali devono essere dichiarati in etichetta
  • in quale ordine devono comparire
  • come devono essere espressi (100 g / 100 ml di prodotto)
  • come deve essere strutturata la tabella (in formato tabulare o, in mancanza di spazio, lineare)

Non si tratta quindi solo di “inserire i valori nutrizionali” in etichetta, ma di rispettare un formato preciso, secondo le modalità previste dalla norma, sia per le informazioni nutrizionali obbligatorie che per quelle volontarie.

Perché la tabella americana è diversa

La tabella nutrizionale americana utilizzata negli Stati Uniti, ovvero la Nutrition Facts, segue logiche completamente diverse rispetto a quella europea.

Ad esempio:

  • si basa sulla porzione (serving size) e non sui 100 g/ml di prodotto
  • utilizza un layout grafico standardizzato (il classico riquadro bianco e nero)
  • include nutrienti diversi da quelli europei (come la vitamina D o il calcio)
  • prevede il contenuto di colesterolo
  • utilizza criteri di calcolo differenti

Quindi non è semplicemente “un altro modo di presentare gli stessi dati” ma un sistema diverso che rischierebbe di indurre in errore il consumatore circa l’effettivo contenuto di nutrienti nel prodotto.

Facciamo un esempio: su una confezione di biscotti vengono stampate sia la Nutrition Facts americana che la tabella nutrizionale europea. Nella prima vengono dichiarate 140 calorie per porzione mentre nella seconda vengono indicate 467 kcal su 100g di prodotto. Il consumatore medio, leggendo entrambi i dati, potrebbe non capire bene il reale apporto calorico del prodotto. Oppure, il caso più eclatante, potrebbe essere quello della dichiarazione di vitamine e minerali. In Europa, per poterli inserire in etichetta, devono essere presenti in quantità significative nel prodotto tenendo presente i valori nutritivi di riferimento giornalieri, mentre negli Stati Uniti alcuni di essi devono essere inseriti obbligatoriamente, senza nessun requisito minimo.

Si possono inserire entrambe in etichetta?

La risposta è no!

Oltre a quanto premesso in precedenza, la Commissione europea si è espressa chiaramente su questo tema.

Nel documento di chiarimento sull’applicazione del Regolamento (UE) 1169/2011 viene infatti specificato che:

l’indicazione di una dichiarazione nutrizionale nel formato richiesto dagli Stati Uniti e dal Canada non sarebbe conforme ai requisiti dell’Unione […] e rischierebbe di indurre in errore il consumatore.

Il motivo è semplice:

  • tutte le informazioni nutrizionali devono rispettare le regole del Reg. 1169/2011
  • non è possibile affiancare formati diversi
  • la presenza di due sistemi potrebbe creare confusione

Un errore comune per le aziende alimentari che esportano negli Stati Uniti ed in Canada

Capita spesso, purtroppo, di trovare sul mercato etichette con la tabella nutrizionale europea e la Nutrition Facts americana presenti l’una vicino all’altra.

Molti lo fanno pensando di semplificare la gestione dell’export ma in realtà rappresenta una scelta rischiosa, in quanto:

  • non rispetta i requisiti europei
  • potrebbe essere contestata in caso di controllo
  • potrebbe essere considerata fuorviante

Quando serve il supporto da parte di un esperto

Se vendi prodotti alimentari in più mercati, la soluzione non è “unire tutto” in un’unica etichetta ma valutare caso per caso la soluzione migliore.

Chiedere ad un esperto di etichettatura un parere prima di andare in stampa è di fondamentale importanza per evitare inutili costi e rischi che potrebbero portare a sanzioni e perdita di credibilità con i propri clienti.

Nel corso degli anni abbiamo supportato diverse aziende alimentari a rendere conformi le proprie etichette nei diversi mercati di destinazione, trovando le migliori situazioni e valutando ogni caso specifico prima di procedere con la stampa.


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Dott. Cristian Panarelli

Tecnologo Alimentare n. 320 OTA Puglia